Gualberto Niemen, La iena di San Giorgio, presentazione di Guido Ceronetti e Cesare Bermani, Porretta Terme (Bo), I Quaderni del Battello Ebbro, collana “I copioni del Premio Sarina”, n. 1, 1998, cm. 10.5x16.5, ill. 6 b/n, pp. 48, € 10. Niemen, burattinaio di famiglia circense, nato nel 1905, riscrive il copione perduto della commedia data in Piemonte e Lombardia a partire dagli anni Venti. Promozione: Associazione Peppino Sarina, con il contributo della Pro Loco di Albizzate (Va). «Così vidi là e mi s’impresse nella cerosa memoria, animata dal bravo Niemen e da sua moglie, la storia del salumiere che rapiva le donne per insalsicciarle, rendendosi famoso (...) Mai avrei immaginato ancora installato tra le quinte dei viventi il mio lontano primo ispiratore (...) né mai avrei pensato che a quell’aureola vuota del mio ricordo infantile corrispondesse quel nome, con la sua solida fama nell’arte nostra» (dalla presentazione di Guido Ceronetti).
* Il volume è stato ristampato nel 2005 in seconda edizione coi contributi aggiunti di Arnaldo Picchi e Remo Melloni (pp. 64, € 10).

Famiglia Rame, La battaglia di Palestro. La battaglia di Solferino e San Martino, a cura di Pietro Porta e Alfonso Cipolla, saggi introduttivi di Roberto Leydi e Giovanni Moretti, con un disegno inedito di Dario Fo, Porretta Terme (Bo), I Quaderni del Battello Ebbro, collana “I copioni del Premio Sarina”, n. 2, 1999, cm. 10.5x16.5, ill. 7 b/n, pp. 128, € 10. Due copioni risorgimentali della Famiglia marionettistica Rame, che tra Otto e Novecento diffuse soggetti a carattere storico tra Piemonte, Emilia, Veneto e Lombardia. Promozione: Associazione Peppino Sarina, Comune di Voghera, Teatro Juvarra di Torino. «La pubblicazione di due copioni storici e risorgimentali (...) dal repertorio della Famiglia Rame può stimolare una più specifica riflessione sulla collocazione di questi testi patriottici e risorgimentali nel teatro delle marionette e sul significato di queste rappresentazioni in un momento specifico della nostra vicenda nazionale» (dal saggio introduttivo di Roberto Leydi).


Famiglia Lupi, Aida, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “I copioni del Premio Sarina”, n. 4, 2002, cm. 10.5x16.5, ill. 7 b/n, pp. 152, € 10. Prestigioso copione, messo in scena dalla Famiglia Lupi a Torino nel 1872, poche settimane dopo la “prima” verdiana dell’opera. Direzione di collana e promozione: Associazione Peppino Sarina; patrocinio e contributo: Compagnia Marionette Lupi - Teatro Gianduja di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona; patrocinio: Duemilaburattini - Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria, Casa degli Alfieri di Asti - Archivio della Teatralità Popolare. «Questa Aida - per la sua complessità e originalità - conferma soprattutto come la ridrammatizzazione del teatro lirico praticata da tutto il teatro di animazione (dalle grandi famiglie marionettistiche ai piccoli burattinai itineranti) abbia rappresentato un importantissimo lavoro di ridiffusione a livello popolare di un repertorio molto amato e non sempre altrimenti fruibile» (dalla seconda di copertina).
Gigio Brunello, Gyula Molnár, Macbeth all’improvviso, cura e saggio introduttivo di Pier Giorgio Nosari, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “I testi del teatro di animazione / L’innovazione”, n. 5, 2003, cm. 10.5x16.5, ill. 8 disegni + 15 foto b/n, pp. 112, € 10. Con questo copione, accompagnato da foto di scena, la collana apre a testi teatrali “contemporanei”; il lavoro ha ricevuto il Premio Sirena d’oro 2002 al Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure “Arrivano dal Mare!” di Cervia, e il Premio della Critica teatrale 2002 (assegnato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro). Direzione di collana: Pietro Porta. Promozione: Associazione Peppino Sarina; patrocinio e contributo: Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Duemilaburattini, Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria, Casa degli Alfieri di Asti, Archivio della Teatralità Popolare. «Il Macbeth all’improvviso di Gigio Brunello e Gyula Molnár (artisti da molti anni sulla strada dell’innovazione teatrale) costituisce un banco di prova aperto ad autori, operatori, pubblico e critici, per capire se anche in Italia il teatro di animazione con figure avrà idee e coraggio per attuare la svolta necessaria che, senza tradirne le eredità, ne rinnovi radicalmente linguaggio e proposte» (dalla seconda di copertina).


Raffaele Crovi, Il viaggio di Astolfo (Allestimento di Velia e Tinin Mantegazza per il Teatro del Buratto), cura e saggio introduttivo di Pier Giorgio Nosari, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “I testi del teatro di animazione / L’innovazione”, n. 7, 2004, cm. 10.5x16.5, ill. 9 foto b/n, pp. 192, € 10. Lo spettacolo realizza al tempo stesso un recupero della memoria contadina e una consapevole revisione della cultura scenica del ‘900, unendo intorno alla scena un gruppo di autori e collaboratori (Raffaele Crovi, i Mantegazza, gli operatori del Buratto, Franco Battiato, Giusto Pio, Edmonda Aldini, Duilio Del Prete, Natale Panaro…) di straordinario valore. Direzione di collana: Pietro Porta. Promozione: Associazione Peppino Sarina; patrocinio e contributo: Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Duemilaburattini, Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria, Casa degli Alfieri di Asti, Archivio della Teatralità Popolare. «Crovi sottopone il poema ariostesco ad affettuosa e libera rielaborazione, erige Astolfo a personaggio simbolo e protagonista (…) racchiude l’intero allestimento in una cornice metateatrale, come se si trattasse delle prove di un gruppo di contadini per il “maggio” (…) Lo Stolfo, in cui la cultura alta è rivisitata con arguzia salace dallo spirito di Bertoldo, diventa così un punto di riferimento non solo del teatro di figura contemporaneo, con il suo raffinato intreccio di pupazzi e attori, ma del teatro tout court» (dalla seconda di copertina).
Giuseppe Sarina, Vita, miracoli, morte e gloria di S. Contardo protettore di Broni, prefazione di Gianna Vancini, introduzione di Pietro Porta, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “I testi del teatro di figura / La tradizione”, n. 8, 2007, cm. 10.5x16.5, ill. 8 foto b/n, pp. 64, € 10. Promozione: Associazione Peppino Sarina, Comune di Broni; patrocinio: Fondazione Cassa Risparmio di Tortona, Comune di Ferrara - Ferrara Città del Rinascimento, Archivio della Teatralità Popolare. «Nell’aprile 1249, il giovane marchese Contardo d’Este, nipote di Azzo VII Signore di Ferrara, partito da quella città per un pellegrinaggio a Santiago di Galizia, si trovò a passare da Broni, dove lo colse una morte repentina. Alcuni eventi miracolosi che si manifestarono in concomitanza della sua morte richiamarono immediatamente la venerazione dei bronesi (…) Nel copione (scritto nel 1898, e che costituisce la prima prova al momento documentata del lavoro drammaturgico del grande burattinaio), il tredicenne Sarina ripercorre la vicenda di Contardo (…) una stesura semplice ma già strutturata, che mostra evidenti prestiti dai modelli della tradizione teatrale di genere» (dai testi di presentazione).
Giuseppe Sarina, Napoleone Bonaparte alla battaglia di Marengo, saggi introduttivi di Pietro Porta, Franco Castelli e Remo Melloni, con una tempera di Piero Leddi, Porretta Terme (Bo), I Quaderni del Battello Ebbro, collana “I copioni del Premio Sarina”, n. 3, 2000, cm. 10.5x16.5, ill. 1 coll. e 7 b/n, pp. 144, € 10.Un copione giovanile, risalente al 1903, del burattinaio Peppino Sarina. Promozione: Associazione Peppino Sarina, Marengo 1800-2000, Provincia di Alessandria. «L’età di Marengo sembra doversi porre come uno spartiacque, che mutò destini e atteggiamenti - oltre che dei popoli - anche di coloro (…) burattinai e marionettisti (…) che ne rinnovarono gli echi al grande pubblico dello spettacolo popolare» (dal saggio introduttivo di Pietro Porta).
Famiglia Gambarutti, Giuseppe Musso, ovvero Il Gran Diavolo sulle montagne di Genova, saggio introduttivo di Pietro Porta e Ezio Bilello, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “I testi del teatro di animazione / La tradizione”, n. 6, 2003, cm. 10.5x16.5, ill. 9 foto b/n, pp. 128, € 10. Questo copione, scritto da Cesira Burzio e messo in scena anche dal figlio di questa, Giuseppe Gambarutti, emblematico esempio di testo teatrale d’ispirazione brigantesca, consente tra l’altro di riportare alla luce la figura leggendaria di Giuseppe Musso, bandito genovese coevo di Mayno della Spinetta. Direzione di collana: Pietro Porta. Promozione: Associazione Peppino Sarina, Città di Savona, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona; patrocinio: Duemilaburattini, Archivio della Teatralità Popolare. «E mia madre? Morta di dolore! Ma meglio! che così ignora qual vita infame tiene suo figlio. Oh, e mio padre? Giusto Dio! Deh fa che non venga mai a sapere che Giuseppe Musso, e il gran Diavolo delle montagne di Genova, suonano un sol nome» (dal copione manoscritto).