Il Fondo Sarina - nelle risultanze delle indagini finora eseguite - è così composto:
Burattini e assimilati (animali e altri): 418.
Copioni manoscritti: 153 (distribuiti in 385 unità, tra quaderni e fogli fascicolati).
Spartiti manoscritti (produzione dei Sarina, raccolti in fogli, cartelle, quaderni): 54.
Quaderni e manoscritti vari (quaderni, cartelle, fascicoli): 55.
Cartelli pubblicitari degli spettacoli: 21.
Manufatti artistici (disegni e dipinti): 120.
Fotografie: 1390 (800 stampe e 590 negativi).
Lettere e comunicazioni varie: 173.
Cartoline illustrate e postali (scritte e/o “viaggiate”): 335.
Libri: 1346.
Copioni a stampa: 462.
Libretti d’opera: 133.
Oggetti vari: 30.
Stampati vari (cataloghi, almanacchi, volantini...): 58.
Spartiti a stampa: 113.
Giornali: 160.
I fondali, i sipari e gli altri elementi di scenografia dipinta, valutabili attorno alle 150 unità, sono tuttora in fase di inventariazione; sono invece ancora inquantificabili i costumi e i copricapi, gli altri elementi scenografici, quelli di attrezzeria e carpenteria, le altre collezioni di cartoline, ecc. I materiali sono, nella loro generalità, in discreto stato di conservazione.
Tali numeri complessivi permettono di poter già affermare con sicurezza che si tratta di uno dei più considerevoli fondi storici del teatro di figura italiano.

   Il Fondo Sarina

Nel giugno 2007, dopo la scomparsa dell’ultimo componente della Famiglia Sarina, Carlo Scotti (figlio di Virginio e Teresa Sarina), il lavoro congiunto tra gli eredi, l’Associazione Peppino Sarina e la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona permise di concludere l’acquisto, da parte di quest’ultima, di tutto il patrimonio artistico conservato dei Sarina. Un evento di notevole importanza per la comunità tortonese e dei luoghi sariniani in generale, e soprattutto per la storia e la memoria del teatro di figura della tradizione italiana. Da quel momento, l’Associazione Sarina è impegnata nel lavoro di inventariazione e catalogazione dei materiali, in previsione di una sistemazione definitiva atta alla conservazione e allo studio dei medesimi, e di un altrettanto auspicabile esito a livello museale ed espositivo.