Pietro Porta, Gente di Sarina. Il burattinaio Peppino Sarina e le comunità del Tortonese e dell’Oltrepo pavese nella prima metà del Novecento, presentazione di Alessandro Napoli, Vigevano, Diakronia, 1997, cm. 22x29, ill. 216 b/n e 25 col., pp. 328+VIII, € 35. Dieci anni di ricerca, condotta soprattutto sulle fonti orali (oltre 120 tra interviste e testimonianze) hanno permesso di realizzare la prima opera organica sul grande burattinaio Peppino Sarina e sul suo pubblico. Promozione: Associazione Peppino Sarina; patrocinio: Città di Tortona, Città di Lodi, Città di Voghera, Comune di Castelnuovo Scrivia, Comune di Viguzzolo, Università dei Burattini, Associazione Graphonica. «Questo libro è una pregevole ricerca, condotta con scrupolosità metodologica e dovizia di fonti documentarie dirette e indirette, puntualmente citate e riscontrabili. Porta passa minuziosamente in rassegna tutti gli aspetti connessi all’attività di Sarina: la sua storia individuale e quella della sua tradizione familiare; le piazze, il repertorio e la messinscena degli spettacoli; la stratificazione socio-culturale del pubblico e i rapporti di interazione con esso; la vocazione pedagogica del Nostro e i valori da lui veicolati o trasmessi nelle recite» (dalla presentazione di Alessandro Napoli).
Gualberto Niemen, Autobiografia di un burattinaio, a cura di Pietro Porta, Tortona, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina (Monografie), 2000, cm. 20x24, ill. 62 b/n, pp. 120+XXIV, € 20. Autobiografia, desunta da corrispondenze manoscritte iniziate da Gualberto Niemen all’età di novant’anni, nella quale il decano dei burattinai italiani ricostruisce la propria esperienza artistica ed umana dal 1905 al 1964, in un’area compresa tra Piemonte e Lombardia. Promozione: Associazione Peppino Sarina, Provincia di Varese, Provincia di Alessandria, Provincia di Vercelli, Centro per lo Studio e la Documentazione sulle SOMS delle province di Alessandria e Asti; patrocinio: Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, “Il Cantastorie”, Università dei Burattini. «Questa autobiografia, proprio per il suo carattere di testimonianza vissuta, rappresenta un originale e forse imprescindibile contributo alla storia del teatro di animazione del Novecento italiano» (dalla quarta di copertina).
Franco Gambarutti, Una vita appesa ai fili, a cura di Pietro Porta, Bergamo, Junior, Quaderni dell’Associazione Peppino Sarina, collana “Monografie del teatro di figura”, n. 2, 2005, cm. 20x24, ill. 48 b/n, pp. 168, € 20. Direzione di collana: Pietro Porta. Promozione: Associazione Peppino Sarina; patrocinio e contributo: Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Comune di Carbonara Scrivia; patrocinio: Duemilaburattini, Archivio della Teatralità Popolare, Provincia di Pavia. «Il volume raccoglie l’autobiografia dell’ultimo esponente di una grande famiglia della tradizione marionettistica (…) Nel testo, Franco Gambarutti ripercorre le vicende teatrali della propria famiglia, consegnandoci una preziosa testimonianza sul teatro marionettistico novecentesco e sulle trasformazioni da esso subite nel secondo dopoguerra, laddove i Gambarutti approdarono tra i primi alla televisione, per poi portare per il mondo l’arte marionettistica italiana (…) Nel suo racconto spigliato e ironico, frutto di una capacità di scrittura scoperta a settant’anni, Gambarutti svolge con leggerezza una trama nella quale i fili costituiscono efficace metafora delle controverse esperienze vissute. Esperienze, tuttavia, profilate ogni volta sui mutevoli scenari del teatro delle marionette» (dalla quarta di copertina).